L'ACQUA E' VITA
Tutti i mammiferi arrivano
dal mare e possiamo rinunciare all'acqua solo per pochi giorni
La volontà di svendere un
bene vitale per la sopravvivenza a prescindere dei costi a carico
della comunità con aumenti esponenziali dimostra oltre ogni logica
l'incapacità legislativa di questa maggioranza.
Scusate lo sfogo, ma si
può rinunciare a proprietà, libertà, lavoro fisso, cibo ma non al
diritto alla vita.
Andiamo
per ordine fin dall'antichità un pozzo d'acqua era sinonimo di
salvezza e potere del gestore o proprietario.
Il D.L. n. 135/09 approvato
con voto di fiducia con l'articolo 15 modifica l'articolo n. 23/bis
della Legge n. 133/08 e integra il Dlgs n. 152/06 (codice ambiente),
questa è la modalità legislativa.
Ora
vediamo la situazione dal lato umano dei cittadini che hanno il
diritto dietro pagamento dell'utilizzo di un bene
che per sua natura è di tutti di un servizio di trasporto e
depurazione e nient'altro,
in quanto non esiste proprietà legittima che può escludere questo
bene, in uno Stato che si ritiene democratico.
Vi
è anche il problema dell'inquinamento con parametri che tendono a
salire se non si provvede con controlli adeguati non
voluti dai privati
(nitrati).
Passiamo ora alla parte forte cioè al motivo degli alti costi
gestionali degli acquedotti che sono passati dalla gestione Comunale
in economia con pareggio in quanto sia la manutenzione che la posa
era garantito sia dalla minima rete che dalla gestione del metano
inserita nel contesto degli anni 70 del secolo scorso.
Successivamente
lo scorporo e l'affidamento della rete metanifera ai privati ha
comportato guadagni rilevanti per questi considerato che basta tenere
in pressione la rete per avere poche perdite e la
gestione in perdita dei servizi legati agli acquedotti.
Da qui i costi effettivi in
aumento in quanto i pozzi e le reti acquifere non hanno subito
miglioramenti effettivi da circa 30 anni, bisogna precisare che anche
le torri di emergenza non sono aumentate nonostante l'aumento della
popolazione.
In un contesto di questa
situazione affidare ai privati un servizio che per sua natura a
prescindere dai costi gestionali è prioritario per la vita e
che può essere recuperato solo con immense immissioni di capitali e
catalogazione della rete considerato anche la diversa dimensione dei
tubi di collegamento che passano dal ¼, ½, ¾ attuali nella maggior
parte degli impianti quando per necessità collegate alla vita
moderna il minimo richiesto è ¾ o 1 pollice, mentre per le aziende
le misure sono maggiori anche considerato gli allacciamenti agli
idranti di sicurezza, mancano inoltre gli idranti posizionati in più
luoghi per garantire il servizio del Vigili del Fuoco.
Ai
privati interessa solo gestire i pagamenti e fornire un minimo di
assistenza il resto è a carico della collettività come avviene
anche per gli ospedali in quanto i privati gestiscono solo quelli
remunerativi scaricando a noi il resto.
Basiano
24 novembre 2009
Marco
Bonfico