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SOSTENIBILITA' SISTEMA PAESE

27 maggio 2008
Principi di trasparenza amministrativa
  

PRINCIPI DI TRASPARENZA AMMINISTRATIVA


Avendo letto la bozza del disegno di legge predisposto dal Ministro Renato Brunetta in merito alla riforma del lavoro nella pubblica amministrazione devo associarmi al carattere di trasparenze e modernità che intende portare nel comparto, ma mi riservo di puntualizzare tutte le incongruenze che il medesimo disegno intende perseguire.


Cominciando con il chiarire che la riforma del pubblico impiego deve partire dalla Legge n. 29/93 come modificato dalla D.l.gs. n. 165/2001, con queste leggi venivano definitivamente portati fuori dall'ambito politico le competenze dei Dirigenti nel funzionamento della macchina burocratica e con la Legge n. 165/2001 venivano precisati i compiti delle commissioni disciplinari in materia di inadempienze lavorative.


Certo che nell'articolato in parola si parla di meritocrazia e obiettivi lavorativi, questo comporta che le parti in causa (politici e amministrativi) sappiano svolgere il compito prefissato con cognizione di causa e strumenti adeguati (formativi) dando atto che il compito primario è dare la sicurezza al cittadino che le norme applicate siano omogenee su tutto il territorio nazionale.


Naturalmente questo comporta che il pubblico dipendente non sia politicizzato nell'inserimento del posto di lavoro come avveniva prima dell'applicazione delle norme di cui alla legge n. 29/93 e che tutt'ora quelli più anziani sono.


Da ciò per procedere lungo una linea democratica bisogna anche che i politici smettano di fare le sostituzioni ad ogni cambio di governo in modo da garantire che il lavoro svolto non sia condizionato dal colore politico e che non mettano i loro trombati in posizioni di privilegio e dimostrino a noi che li paghiamo profumatamente che siano dei competenti nella gestione della cosa pubblica.


Le necessità delle pubbliche amministrazioni non devono essere sostenute da consulenti esterni, ma possono essere somministrate da organismi preposti che danno consulenze legali paritetiche con costi contenuti.


Altra questione è tutta la legislatura vigente che dovrebbe essere disboscata e resa fruibile in modo da garantire quella chiarezza interpretativa nello svolgimento dei compiti preposti.


Nulla toglie che in merito alle negligenze bisogna perseguirle con sanzioni adeguate al lavoro svolto e all'impedimento di fruizione di servizio pubblico, naturalmente facendo ciò è sotto inteso che anche la parte politica si sottoponga ad una vistosa ripulitura, sia di immagine (negligenza lavorativa), sia aumenti sproporzionati al lavoro svolto, sia alle pensioni di una sola legislatura,

sia inserimento di incompetenti in organismi di interesse nazionale, sia in campo televisivo di cui i cittadini sono i proprietari visto che pagano un canone obbligatorio.


Basiano 27 maggio 2008


Marco Bonfico


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