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SOSTENIBILITA' SISTEMA PAESE

3 ottobre 2011
Il lavoro e lo sviluppo - L'avvitamento infinito
IL LAVORO E LO SVILUPPO

L'avvitamento infinito



La recessione è una cosa seria, ma quella di un popolo è molto peggio.



Tenere insieme le esigenze primarie è fondamentale, solo il principio dei vasi comunicanti permette l'uscita dal tunnel dell'oblio.



Libera impresa in libero Stato vale se il rapporto è reciproco con vincoli di benessere e formazione continua (non sfruttamento).



L'industriale e il commercialista non possono guidare una nazione in quanto pensano in termini di bottega e non comunità.



La Lega per sue affermazioni è secessionista pertanto il suo modello porta all'aumento dei centri di costo ponendo disincentivi all'integrazione tra Etnie.



Partiamo da una notizia importante per il proseguo del discorso che dal il senso della recessione globale: il trasporto dei container è in caduta libera.



Ora spieghiamo il motivo del rosso INPS di 2,9 miliardi di euro e il rallentamento del 24% dei pensionamenti.



Tutto viene al pettine in quanto le gestioni Artigiane, Commercianti e Agricoltori diminuendo le professioni e non versando come i lavoratori dipendenti non possono coprire le pensioni corrisposte.



Ma questa è una briciola se consideriamo il quadro complessivo che dimostra la sudditanza nei confronti delle imprese e non l'equilibrio generale delle forze lavoro in entrata/uscita.



Chi paga sono i giovani (principalmente donne), diamo i dati reali: aumentando l'età pensionabile e rendendo precario il lavoro questi entreranno tardi e non usciranno mai, su un esercito di 500 mila stagisti solo uno su dieci ottiene il lavoro precario, pertanto persi al Sud dal 2008 al 2010 281 mila su 533 mila unità lavorative.



Per inciso molti industriali dicono ai lavoratori di andare all'estero.



Passiamo ora al capitolo industria che presenta il suo pacchetto di sviluppo mono marca che non corrisponde al quadro complessivo globale.



Premessa di due passaggi emblematici che dicono del malessere socio economico rilevante dei danni che stiamo subendo come collettività: il primo è l'erogazione a fondo perduto di centinaia di milioni di euro alla FIAT per Termini Imerese, risultato zero e ora vengono concessi dal CIPE altri 200 milioni senza provvedere alle infrastrutture necessarie; il secondo è la negazione del Governatore Zaia di smaltire nel termo valorizzatore  di Venezia sotto utilizzato dell'immondizia napoletana, risparmio Napoli tra i 40 e gli 80 euro tonnellata = più lavoro in laguna.



Le pensioni sono attualmente in equilibrio mentre dal 2016 vi sarà povertà assoluta dei pensionanti.



Le imprese vanno pilotate secondo i bisogni nazionali e non incentivazione a perdere.



Non si devono vendere immobili riutilizzabili da altre realtà.



Le liberalizzazioni devono dare benefici certi a noi e non panfili battenti bandiere estere.



La libertà alle imprese finisce quando comincia la nostra prigione per pagare i loro debiti (vedi aumento IVA al 21%).



Quindi il rilancio è una cosa seria:

1 – Quantificazione industrie suddivise per settori merceologici necessari;

2 – Certezza scuola – lavoro in base ai bisogni;

3 – Piano infrastrutture nazionali;

4 – Gestione politica di rilevata competenza, non scalda poltrone.



Basiano 3 ottobre 2011



Marco Bonfico            

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